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Culturalia di Norma Waltmann / Ufficio stampa e comunicazione d’arte e cultura

“Made in the UK: lo stile di strada dal Punk alla Thatcher” in mostra a Bologna

ONO arte Contemporanea, Bologna
dal 24 maggio al 12 luglio 2012

Giovedì 24 maggio alle ore 18 sarà inaugurata presso la ONO Arte Contemporanea di Bologna la mostra “Made in the UK: lo stile di strada dal Punk alla Thatcher”, grande monografica di Janette Beckman.

ONO Arte Contemporanea, dopo varie indagini sulle correnti artistiche e musicali del secondo Novecento, ha deciso di tirare le fila e di spostare la sua attenzione sulla gente di strada.  Gli anni che vanno dalla fine dei ’70 a metà ’80 furono per la cultura anglosassone duri e bui, ma al tempo stesso si dimostrarono pieni di creatività; nacquero in questo periodo, momento di maggiore affermazione della cultura giovanile, molti degli stili che ancora oggi influenzano la cultura popolare.

La mostra presenta quindi, negli scatti di Janette Beckman, i diversi movimenti non tramite i loro protagonisti, ma attraverso la gente comune.

Punk, Mod, Skinhead, 2 Tone, e Rockabilly vengono documentati dalla Beckman che comincia la sua carriera di fotografa per la famosa rivista musicale Melody Maker; il lavoro al settimanale le consente un rapporto diretto con i più importanti artisti della scena dell’epoca tra cui i Clash, i Sex Pistols, i Jam, gli Undertones, gli Specials, i Ramones o Echo and the Bunnymen.

Oltre ai vari gruppi però, la Beckman immortala quella generazione radicale che considerava ogni singolo punk, mod, skin e teddy boy importante tanto quanto le band alle quali facevano riferimento.
I protagonisti della mostra sono quindi ragazzi di strada, giovani che non solo curavano il proprio stile ma, indipendentemente da quale fosse, ne creavano uno proprio. Questa generazione, figlia della “working class”, fu forse la prima ad avere una reale coscienza di sé. Non vi era separazione tra gruppi e fan, non vi erano regole o manuali; era la generazione del D.I.Y, abbreviazione di “Do it Yourself”, dello stile fatto da sé dalle band così come dai fan, fossero essi punk, mod, skin, ska, reggae, soul o la nuova ondata new wave. L’auto produzione e l’auto affermazione, le cifre stilistiche di questi giovani, trovavano contemporaneamente espressione negli stili e nei modi più diversi, spesso coesistenti seppur in contraddizione. La Beckman li fotografa tutti, indistintamente, in modo vivo e lucido. Con lei che li definisce “interessanti tanto quanto le band” diventano alcuni, fra i primi protagonisti, della Street Photography contemporanea.

Janette Beckman

Janette Beckman, è una fotografa documentarista che vive e lavora a New York. Londinese di nascita, entra in contatto con l’arte  frequentando la King Alfred School a Hampstead. Nel 1969 frequenta la St. Martin School of Art e, successivamente, insegna fotografia in un collage di Londra. Intraprende la sua prolifica carriera fotografica agli albori del punk rock lavorando per “The Face” e “Melody Maker”. Ha immortalato gruppi come The Clash, cantanti come Boy George, e realizzato tre copertine degli album dei Police. Si trasferisce a New York nel 1982 per documentare i pionieri dell’hip hop e gli stili degli anni ottanta, scatti poi raccolti nel libro “The Breaks, Stylin and Profilin 1982-1990″. Le sue fotografie sono state recentemente esposte alla Proud London, alla Morrison Hotel Gallery NYC, alla Tower RecordsTokyo, alla Collette Paris, alla Blender Gallery Sydney e alla Arkitip Los Angeles. Oggi continua a fotografare musicisti, gente comune e stile di strada per clienti come Kangol, KBl, Schott e Casio ossessionati dallo stile di strada e dalla cultura giovanile.

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