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Culturalia di Norma Waltmann / Ufficio stampa e comunicazione d’arte e cultura

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“DISCENDERE O SALIRE” Il senso del paesaggio cileno: mostra fotografica di Andrea Borzatta a Bologna fino al 4 aprile 2026

Spazio b5 – Vicolo Cattani 5b, Bologna
Dal 19 al 4 aprile 2026

Questa mattina, 19 marzo 2026, presso Spazio b5 a Bologna, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica “Discendere o salire” di Andrea Borzatta, curata dall’Arch. Lorena Zúñiga Aguilera, con testo critico di Lorenzo Gresleri e con il patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna. La conferenza ha segnato anche l’apertura ufficiale dell’esposizione, da ora visitabile gratuitamente fino al 4 aprile 2026.

La mostra offre al visitatore l’opportunità di prendere parte ad un viaggio visivo e sensoriale attraverso ventidue fotografie del paesaggio cileno, che raffigurano l’immensità e la varietà di un territorio unico al mondo. Tra le opere più straordinarie e uniche che i visitatori possono ammirare, spicca una fotografia del deserto stampata su tessuto, impiegata per allestire la vetrina catturando la luce naturale e l’atmosfera rarefatta di uno dei luoghi più affascinanti della Terra.

Il Cile – noto per la straordinaria varietà dei suoi territori, dai deserti aridi del nord alle montagne e ghiacciai della Patagonia – viene raccontato attraverso gli scatti di Borzatta, che agisce come testimone e ascoltatore del paesaggio. Ogni suo scatto comunica un frammento di quel Paese: dal deserto di Atacama, riconosciuto come il più secco al mondo, fino ai ghiacciai e alle acque cristalline della Patagonia, passando per il Parco Nazionale Torres del Paine, un vero capolavoro naturale. I colori e le atmosfere delle fotografie comunicano l’essenza di questi luoghi: i monocromi freddi e le tonalità d’azzurro della Patagonia trasmettono un senso di immobilità, come se il tempo avesse deciso di fermarsi ancora un istante.

Nel deserto, invece, il colore insiste: ocre diluite, terre consumate dalla luce, una ripetizione infinita dello stesso tono che rende la distanza un’esperienza fisica. In ogni immagine, il paesaggio diventa anche un’esperienza interna ed emotiva, capace di far rallentare lo sguardo e di far percepire all’osservatore la grandezza e la permanenza della natura.

L’autore del testo critico Lorenzo Gresleri spiega che il progetto espositivo nasce dalla ricerca di due movimenti opposti che definiscono il nostro rapporto con lo spazio e con noi stessi, e che danno il titolo alla mostra: discendere / salire.

Il paesaggio silenzioso del Cile diventa un osservatorio dell’animo umano” ha raccontato Gresleri. “Discendere significa percepire il vuoto che ci accoglie, un respiro che dilata il tempo; salire è un esercizio di volontà, misura e concentrazione, un dialogo con le proporzioni smisurate della natura.

Borzatta imprime nelle sue opere uno sguardo concentrato e chirurgico, che ha sviluppato durante i suoi numerosi spostamenti in giro per il mondo. Infatti, i viaggi lo affascinano sin da giovane, rappresentando da sempre una dimensione naturale in cui sentirsi a proprio agio e rinnovarsi. In riferimento al suo percorso umano e lavorativo, l’artista racconta: “Nel corso delle mie avventure, ho scoperto che certe emozioni trascendono le parole. È qui che entra in gioco la fotografia. In particolare, ho trovato un’eleganza unica nella magia del silenzio interiore che precede lo scatto, un istante di attesa che trasforma l’immagine in una narrazione potente. La foto, per me, è un ponte tra ciò che si sente e ciò che si racconta, tra l’emozione e la parola.

Borzatta coglie momenti quasi astratti, in cui la vita si concentra in un gesto minimo, sospeso tra chiusura e apertura, tra forma e respiro. Per questo motivo, in molte delle immagini esposte, un dettaglio – una foglia, un ramo, un riflesso sull’acqua – racchiude già la totalità del paesaggio.

Patagonia e deserto entrano in dialogo, uniti da un unico gesto, con la volontà di sottrarre il mondo per lasciare emergere il tempo. Lo sguardo del fotografo si avvicina con cautela, come chi entra in una stanza altrui, e invita l’osservatore ad un deconfinamento intimo, dove tutto rimane sospeso, come se il tempo avesse deciso di fermarsi ancora un istante.  Come spiega la curatrice Arch. Lorena Zúñiga Aguilera: “Il lontano diventa estraneo. L’estraneo, lentamente, diventa vicino. Queste ventidue immagini non descrivono un luogo, lo aprono. Lasciano spazio allo spettatore per entrare, per perdersi, per respirare. Tra pieni e vuoti, tra freddo sospeso e luce ostinata, il paesaggio smette di essere esterno e si trasforma in un territorio interiore. Guardare, qui, è abitare. E abitare è riflettere.”

La mostra invita a percepire il paesaggio cileno con il corpo e l’anima, oltre che con gli occhi. Lo spazio espositivo si trasforma in un viaggio contemplativo che fonde fotografia, geografia ed emozione.

Ricordiamo che la cerimonia di inaugurazione ufficiale della mostra si terrà sabato 21 marzo alle ore 18.00 sempre presso Spazio b5. Sarà un momento d’incontro e dialogo con l’artista e la curatrice, aperto al pubblico, alle autorità, ai giornalisti e agli addetti ai lavori, per approfondire il tema e il percorso espositivo.

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