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Culturalia di Norma Waltmann / Ufficio stampa e comunicazione d’arte e cultura

Maison Laviniaturra presenta la mostra di Valentina D’Accardi “Abissi”

Maison Laviniaturra, Via dei Sabbioni 9, Bologna
Dal 12 dicembre 2022 al 14 gennaio 2023

Lunedì 12 dicembre 2022 Maison Iaviniaturra inaugura la mostra “Abissi” dell’artista bolognese Valentina D’Accardi, accompagnata da un testo critico di Marinella Paderni.

Iniziata in primavera con le mostre di Mirta Tagliati, Marina Gasparini e Alessandra Calò, prosegue la stagione espositiva promossa dal noto atelier-salotto bolognese di moda Maison laviniaturra, fondato dalla fashion designer Lavinia Turra, che continuerà fino al 2023 con le opere di altre artiste, tra cui Malena Mazza.

Ancora una volta i linguaggi distanti ma affini dell’arte e della moda si uniscono per dar forma a un ciclo di mostre-evento al femminile, volto a promuovere il lavoro delle artiste coinvolte che, attraverso le diverse forme dell’arte, confluiscono in un armonioso ed elegante intreccio estetico e poetico. La stilista Lavinia Turra, oltre a dar vita alle sue note collezioni prêt-à-couture, crea allestimenti concettuali d’immagine che ne riflettono l’ispirazione e che si lasciano influenzare dall’arte, in un connubio raffinato ed emozionante e afferma: “Credo che, anche se esiste un confine preciso tra arte e moda, quest’ultima comunque si ispira, respira e ripropone, facendosi immaginifica evocazione del fare arte pur appartenendo alla nostra quotidianità. Ѐ stato quindi per me naturale pensare che lo spazio del mio lavoro, l’Atelier, potesse diventare luogo di accoglienza di mostre e installazioni definendo nuovi scenari inconsueti. Ho avuto la fortuna di incontrare artisti che hanno accettato questo invito e che hanno avuto voglia di collaborare con me giocando (in questo senso gli artisti e i creativi si assomigliano in quanto mantengono l’animo bambino), utilizzando il mio spazio per le loro opere e sperimentando la loro arte anche applicata al tessuto, creando insieme ad ogni mostra alcuni abiti, pezzi unici da indossare.”

Dal testo critico di Marinella Paderni si legge: “Una natura più misteriosa, intima e non spettacolare, si svela a noi nelle fotografie di Valentina D’Accardi. È la natura della nostra profondità, quella che abita i nostri luoghi privati, gli spazi che vediamo la mattina appena apriamo gli occhi. È una natura domestica e familiare, quella che ci ricorda di cosa siamo fatti e di cosa abbiamo bisogno, che chiede di prendersi cura di lei in un modo che restituisce anche la cura e l’amore per noi stessi. Una natura inscritta nei nostri corpi e che ricreiamo dentro le nostre case, che ci dona cuore affinché la nostra umanità non smetta di essere bios, energia vitale. È la forza che spinge noi stessi, come ci ricorda Dylan Thomas nella sua struggente poesia, quella che non guardiamo mai abbastanza”.

Dal 12 dicembre 2022 compariranno tra le creazioni artigianali dell’atelier le fotografie dell’artista Valentina D’Accardi, frutto di un percorso interiore che pone al centro della ricerca artistica due concetti chiave: l’esplorazione dell’abisso, della profondità dell’animo umano, e la deformazione delle forme consuete della quotidianità. Questi due elementi confluiscono in un dialogo poetico con la natura, la quale riflette e rinforza l’inscindibile legame con l’interiorità e la percezione umana, diventando protagonista assoluta degli scatti esposti. Questo progetto ha vinto il Terzo Premio Camera Work 2021, esposto a Photo Open Up 2021, Festival Internazionale di Fotografia a Padova, ed è stato incluso nella collettiva Fosfeni – Fotografia, paesaggio e percezione, a cura di Carlo Sala per Fondazione Francesco Fabbri.

Anche se gli ingrandimenti delle polaroid originarie limitano il grado di riconoscibilità delle piante ritratte, Valentina D’Accardi non “esaurisce” il soggetto delle sue fotografie, anzi lo potenzia: la natura sembra sfuggire al nostro sguardo, appare enigmatica, indecifrabile – l’opposto di quello che normalmente assicura la fotografia, la certezza di quello che vediamo” così scrive Marinella Paderni nel suo testo critico.

Una serie di suggestioni fotografiche volte a deformare l’apparente realtà che ci circonda e dalla quale emergono immagini oniriche e misteriose, appartenenti a un mondo inabissato e sconosciuto all’occhio umano ma che può essere colto attraverso la lente fotografica. Ispirata dall’eccentricità di Lewis Carroll, autore di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio e quello che Alice vi trovò, l’artista Valentina D’Accardi vuole mostrare “mondi impossibili in cui i fiori parlano”, accessibili tramite la contemplazione, la percezione e la sensibilità artistica.

“L’ossessione per Lewis Carroll va avanti da lungo tempo. Matematico, scacchista, scrittore, fotografo micidiale, mago dell’illusione e profondo conoscitore della macchina. Alice oltre lo specchio, e lo specchio, in fondo, è una lente.”

Questa visione magica e inafferrabile della natura viene catturata nei suoi scatti che vengono successivamente deformati in fase di scansione e stampa. Valentina D’Accardi, affascinata dall’impossibilità di controllare l’inquadratura, altera la funzione originale del suo dispositivo nel suo sortilegio artistico. Una nuova tecnica innovativa che accompagna un progetto fotografico che vuole raccontare il desiderio di evocare gli “abissi” da cui affiorano realtà occulte.

Mentre guardo nel mirino – racconta Valentina D’Accardi – non posso prevedere ciò che verrà fuori: fotografia come inatteso, sorpresa, regalo, momentanea perdita di controllo, un istante di grazia. L’obiettivo deforma il mio giardino domestico in mondo inquietante, forse spaventoso, mistico, inatteso. Le piante del mio appartamento, vive o morte, mi chiamano a fotografare nella casa muta piena di voci.”.

Dagli abissi dell’apparenza fotografica emerge la profondità dell’insight – scrive Marinella Paderni nel suo testo critico – dello ‘sguardo’ quale rivelazione delle emozioni, poeticamente rappresentato dall’artista nella bellezza sublime di elementi quotidiani”.

La fashion designer Lavinia Turra ha in passato già collaborato con la D’Accardi, portando avanti un lavoro virtuoso di condivisione artistica e professionale. Con l’associazione ABC, che presiede, ha promosso due grandi mostre, entrambe curate da Maura Pozzati: la mostra collettiva HESTIA nel 2015 e la mostra personale nel 2016 dal titolo Fiume, con la quale Valentina D’Accardi ha vinto il Premio Setup come Miglior Artista Under 35, la Menzione della Giuria al Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee ed è stata una degli otto finalisti del concorso Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea – Festival Internazionale di Reggio Emilia.

 

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